Ex sindaco di Valenzano cita Fabio e Mingo e Telenorba: chiesta la restituzione di 520.000 euro
Antonio Lomoro ha presentato una domanda di risarcimento al Tribunale civile di Bari per servizi andati in onda nel 2016
Antonio Lomoro, ex sindaco di Valenzano, ha citato in giudizio davanti al Tribunale civile di Bari i due inviati televisivi Fabio De Nunzio e Domenico De Pasquale (noti come Fabio e Mingo), l’emittente Telenorba e l’allora vicesindaco Francesca Ferri. Nella domanda risarcitoria Lomoro chiede 520.000 euro per il presunto danno alla sua reputazione personale, politica e sociale derivante da alcuni servizi andati in onda nel maggio 2016 nel programma “Luciano, l’Amaro quotidiano”.
Secondo l’atto presentato dalla difesa dell’ex sindaco, al centro della controversia ci sono le dichiarazioni rese da Francesca Ferri poco dopo la revoca del suo incarico di vicesindaco e la modalità con cui venne raccontata la vicenda. Lomoro contesta, in particolare, l’affermazione che egli avrebbe tentato di ottenere parte dell’indennità della vicesindaco e che il rifiuto di quest’ultima avrebbe determinato la revoca.
La difesa richiama inoltre una conversazione fra Lomoro e Ferri che, definita nell’atto una registrazione privata realizzata da uno degli interlocutori, sarebbe stata presentata in trasmissione come un’“intercettazione telefonica”. L’avvocato Vito Giovannelli, legale di Lomoro, sostiene che l’uso di tale termine possa aver inciso sulla percezione della vicenda e sulla credibilità delle smentite del suo assistito.
Nella domanda vengono citate anche battute attribuite a Domenico De Pasquale durante la trasmissione, fra cui frasi come “Vuoi mantenere il tuo posto a Luciano l’Amaro quotidiano? Vai a prelevare” e “Questo è il sistema Lomoro”, che per la difesa sarebbero parte di un insieme di allusioni lesive dell’immagine dell’ex primo cittadino.
Lomoro chiede inoltre la rimozione dei contenuti contestati ancora disponibili sul canale YouTube della trasmissione, sostenendo che la loro permanenza continui a produrre effetti negativi sulla propria immagine.
La vicenda aveva avuto anche un seguito penale: il gip del Tribunale di Bari assolse Lomoro nel 2017 “per non aver commesso il fatto”, decisione poi confermata nel 2018 dalla Corte d’Appello, come richiamato nell’atto di citazione.
Il ricorso civile non riguarda i vecchi servizi realizzati per Striscia la Notizia, ma esclusivamente il modo in cui nel 2016 Telenorba raccontò la vicenda dell’allora sindaco di Valenzano. Nella ricostruzione fornita dalla fonte, Fabio De Nunzio e Domenico De Pasquale erano stati inviati di Striscia dal 1997 al 2015; dopo la fine della collaborazione, alcuni servizi di quegli anni furono oggetto di accertamenti giudiziari: la posizione di De Nunzio fu archiviata, mentre nel 2020 il Tribunale di Bari condannò in primo grado Domenico De Pasquale e la moglie Corinna Martino a un anno e due mesi per contestazioni relative ad alcuni filmati trasmessi fra il 2012 e il 2013, con altri episodi per i quali si sono avute assoluzioni o prescrizioni.
Sarà il giudice civile a valutare la fondatezza delle richieste risarcitorie e ad accertare eventuali responsabilità rispetto ai fatti narrati nei servizi del 2016.