Altamura, udienza rinviata al 23 settembre per il caso sulle autorizzazioni alla residenza Sereni Orizzonti
La Procura contesta la veridicità delle attestazioni contenute in due determinazioni dirigenziali dell'11 giugno 2024
L’udienza predibattimentale sul procedimento relativo alle autorizzazioni concesse nel 2024 alla residenza per anziani Sereni Orizzonti di Altamura è stata rinviata al 23 settembre davanti alla giudice Giovanna Dimiccoli. Il procedimento resta nella fase predibattimentale e non sono state adottate decisioni sul merito delle contestazioni mosse dalla Procura.
Nel fascicolo risultano quattro imputati: il dirigente comunale Berardino Galeota, la responsabile unica del procedimento Maria Tangorre, l’istruttrice amministrativa Lucia Mariano e Paolo Patella, legale rappresentante della società Sereni Orizzonti. L’accusa contestata, in concorso, è quella di falsità ideologica commessa dal pubblico ufficiale in certificati o autorizzazioni amministrative.
Al centro dell’inchiesta ci sono due determinazioni dirigenziali dell’11 giugno 2024. La prima autorizzava l’ampliamento dell’attività in regime di residenza sociosanitaria assistenziale da 47 a 64 posti letto; la seconda consentiva l’attivazione di sette posti destinati all’alloggio di adulti in difficoltà e al Pronto intervento sociale.
Secondo il capo d’imputazione, nei provvedimenti comunali sarebbero state attestate la presenza di requisiti organizzativi e strutturali previsti dalla normativa regionale che, però, la Procura ritiene insufficienti. Le contestazioni si concentrano in particolare sul numero degli operatori sociosanitari disponibili e sulla quantità di bagni nella struttura.
La ricostruzione accusatoria indica che, per ospitare 64 persone, sarebbe richiesto il rapporto di un operatore sociosanitario (Oss) ogni quattro pazienti, cioè 16 Oss complessivi; la società, secondo la Procura, avrebbe avuto alle proprie dipendenze 13 operatori, un organico ritenuto sufficiente al massimo per 52 ospiti. Quanto all’autorizzazione per i sette posti destinati ad adulti in difficoltà, la Procura rileva che la struttura disporrebbe di due bagni, mentre la normativa richiamata nel capo d’imputazione prevede un servizio ogni tre ospiti, il che comporterebbe una capienza massima di sei persone.
Il capo d’imputazione precisa che le attestazioni contenute nelle due determinazioni sarebbero state formulate sulla base delle domande e delle planimetrie presentate dalla società. Le accuse saranno valutate nel contraddittorio tra giudice e difese; per tutti gli imputati vige il principio della presunzione di innocenza fino a sentenza definitiva.