Incendi, quasi metà dei danni in Puglia si concentra nella provincia di Bari: 6.221 ettari in fumo
Coldiretti: l’Alta Murgia è l’area più colpita, servono misure di prevenzione e interventi urgenti
Coldiretti Puglia, sulla base dei rilevamenti del sistema europeo EFFIS Copernicus, ha tracciato il bilancio degli incendi che hanno segnato l’estate 2026 in regione: complessivamente sono risultate percorse dal fuoco 12.681 ettari distribuiti in 114 perimetri. La provincia di Bari da sola raggiunge 6.221 ettari, pari al 49,1% del totale regionale.
Seguono nella rilevazione Foggia con 3.366 ettari, Barletta-Andria-Trani con 1.729 ettari, Taranto con 772 ettari, Lecce con 569 ettari e Brindisi con 24 ettari. Coldiretti richiama l’attenzione sull’impatto sulle campagne, sui pascoli e sulle aree boschive colpite.
L’area più segnificativamente interessata è l’Alta Murgia: nei Comuni che rientrano nell’area del Parco Nazionale risultano complessivamente 7.928 ettari percorsi dal fuoco. Il dato è fortemente concentrato su tre territori: Gravina in Puglia con 3.775 ettari, Altamura con 1.977 ettari e Minervino Murge con 1.622 ettari, che insieme raggiungono 7.374 ettari, pari a circa il 93% della superficie percorsa dal fuoco nei Comuni del Parco.
Tra gli incendi di maggiore entità, Coldiretti segnala il grande rogo del 25 agosto a Gravina in Puglia che ha interessato 3.455 ettari; ad Altamura si segnala l’incendio del 21 luglio che ha percorso 1.300 ettari; a Minervino Murge sono stati rilevati 753 ettari il 15 luglio e altri 601 ettari il 10 agosto.
L’associazione sottolinea i danni non solo al patrimonio naturalistico, ma anche all’economia locale: "Bruciano pascoli che rappresentano una risorsa fondamentale per gli allevamenti, foraggi, coltivazioni, stoppie e infrastrutture aziendali, ma anche recinzioni, impianti e attrezzature. Dietro ogni ettaro bruciato c’è un’agricoltura che perde reddito e una comunità rurale che vede compromessa la propria capacità produttiva".
Coldiretti Puglia chiede che la prevenzione diventi priorità permanente, richiamando la necessità di una presenza capillare sul territorio, manutenzione delle aree più esposte, controllo dei punti critici, avvistamento tempestivo e un coordinamento efficace tra i soggetti coinvolti. L’associazione sollecita inoltre un rafforzamento del ruolo delle aziende agricole e degli allevatori come "sentinelle del territorio".
Sul fronte delle misure per le imprese danneggiate, Coldiretti ha inviato una richiesta urgente all’assessore regionale all’Agricoltura, Francesco Paolicelli, per ottenere deroghe straordinarie sui terreni incendiati: senza interventi, l’associazione avverte che le aziende agricole rischiano di perdere l’accesso ai contributi europei e chiede la possibilità di garantire la continuità del pascolo nelle zone colpite, salvaguardando la sicurezza ambientale.
"Questi numeri raccontano una ferita profonda inferta al territorio agricolo e rurale della provincia di Bari – afferma Mirko Raguso, presidente di Coldiretti Bari –. Non possiamo considerare gli incendi come eventi inevitabili dell’estate e limitarci a intervenire quando ormai il danno è fatto. A Gravina, Altamura e Minervino Murge migliaia di ettari sono andati in fumo e con essi una parte importante del patrimonio produttivo e ambientale della nostra provincia. Serve una strategia di prevenzione vera, con controlli, presidio e interventi tempestivi, coinvolgendo anche le aziende agricole che ogni giorno vivono e conoscono il territorio".
"Il dato più preoccupante è che dietro la superficie bruciata non ci sono soltanto ettari, ma aziende, allevamenti, lavoro e reddito – sottolinea Pietro Piccioni, direttore di Coldiretti Bari –. L’Alta Murgia è un territorio agricolo vivo, dove agricoltura, allevamento e ambiente sono strettamente connessi. Quando il fuoco cancella pascoli, colture e strutture aziendali, gli effetti economici e sociali non si esauriscono con lo spegnimento delle fiamme. Per questo chiediamo che la prevenzione diventi una priorità permanente e che venga costruita una rete di presidio del territorio capace di utilizzare tutte le professionalità e tutte le energie disponibili, comprese quelle degli agricoltori".
Coldiretti conclude sollecitando verifiche e misure operative per limitare il rischio che la burocrazia e i vincoli impediscano alle aziende agricole delle aree colpite di riprendere l’attività produttiva e accedere alle misure di sostegno.