Bari · 11 Settembre 2026

Terminale offshore e oleodotto a Monopoli: il sindaco Annese si dichiara contrario

Critiche sulla separazione delle procedure e interrogazioni parlamentari per chiarire gli impatti ambientali

Terminale offshore e oleodotto a Monopoli: il sindaco Annese si dichiara contrario

Il sindaco di Monopoli Angelo Annese ha reso nota ieri la posizione ufficiale dell’amministrazione: è contrario al progetto del nuovo terminale offshore collegato al deposito costiero in fase di realizzazione nella zona industriale. «Questo progetto non rappresenta un’opportunità per Monopoli e non è coerente con il modello di sviluppo che vogliamo per il nostro territorio», ha dichiarato il primo cittadino, aggiungendo: «La nostra posizione politica è contraria. Nei prossimi giorni valuteremo gli strumenti previsti dalla normativa per formalizzarla».

Durante la conferenza stampa Annese ha inoltre respinto quella che ha definito una «gara politica» tra forze cittadine, sottolineando la necessità di responsabilità: «Su Monopoli non servono medaglie e non servono primati. Serve responsabilità. Monopoli è di tutti e il nostro mare lo amiamo tutti».

Il progetto prevede un campo boe con cinque boe di ormeggio per navi cisterna, collocate a poche centinaia di metri dalla costa, una sealine e una condotta interrata di circa tre chilometri che attraverserebbe il territorio urbano fino al deposito nella zona industriale.

Il deposito è composto da 21 serbatoi per una capacità complessiva di circa 89.000 metri cubi. La struttura ha ottenuto nel luglio 2024 un’Autorizzazione unica Zes ed è già in fase di realizzazione, mentre il campo boe e le condotte sono soggetti a una procedura distinta di Valutazione di impatto ambientale (VIA).

La separazione delle due procedure è uno dei punti contestati dalle opposizioni, che ritengono che deposito e infrastrutture di collegamento debbano essere valutati congiuntamente come un unico complesso industriale. Sinistra Italiana–Alleanza Verdi e Sinistra ha espresso condivisione sulla contrarietà al progetto, ma giudica tardivo e insufficiente il cambio di posizione dell’amministrazione comunale.

L’onorevole Elisabetta Piccolotti (Avs) ha depositato un’interpellanza al Governo per chiedere chiarimenti sulle criticità ambientali e procedurali emerse durante l’iter autorizzativo. Avs richiama in particolare la possibile interferenza con la Zona speciale di conservazione «Posidonieto San Vito-Barletta» e segnala che il Servizio Parchi e Tutela della biodiversità della Regione avrebbe evidenziato effetti sulle praterie di Posidonia oceanica e sulle scogliere, ritenendo insufficienti i chiarimenti forniti dalla società proponente.

«La città ha bisogno di sapere con chiarezza quale posizione l’amministrazione intenda assumere negli atti e nei procedimenti, non soltanto nelle dichiarazioni pubbliche», ha affermato il segretario cittadino di Sinistra Italiana, Domenico Sampietro. Avs chiede inoltre di verificare se le componenti del progetto siano state separate artificialmente e se sussistano i presupposti per riesaminare l’autorizzazione già rilasciata al deposito.

Anche il deputato barese del Partito Democratico Marco Lacarra ha presentato un’interrogazione ai ministri dell’Ambiente e delle Infrastrutture. Lacarra richiama i tre pareri contrari espressi dalla Regione Puglia, le osservazioni presentate da cittadini e associazioni e le possibili conseguenze sulle praterie di posidonia e sul tratto di mare protetto. Nella sua interrogazione solleva questioni relative alle emissioni delle navi, agli effetti sulla salute, ai controlli sulle acque di scarico e alle ricadute occupazionali, chiedendo al Governo di aprire un’inchiesta pubblica prima di qualsiasi decisione definitiva: «È un’opera che cambierebbe il volto del mare e della città di Monopoli e non può essere decisa a pezzi, lontano dagli occhi e dalle opinioni dei cittadini».

Fonte: Raccontiamo Bari

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