Bari · 09 Settembre 2026

Jovanotti cita il caso amianto di Barletta durante il concerto alla Darsena di Marisabella

Sul palco del Jova Summer Party a Bari il cantante ha ironizzato sull’annullamento della tappa di Barletta; replica di un consigliere comunale

Jovanotti cita il caso amianto di Barletta durante il concerto alla Darsena di Marisabella

Ieri sera, 8 settembre, al Jova Summer Party alla Darsena di Marisabella di Bari, Lorenzo Cherubini ha dedicato una breve parodia al caso amianto che aveva determinato l’annullamento del concerto previsto all’ex Cartiera di Barletta il 17 agosto.

"A Barletta c’è l’amianto, chissà se era vero o mica tanto", ha cantato l’artista sulle note di "Quant’è bello il primo amore", facendo riferimento ai circa 35mila spettatori rimasti delusi dalla cancellazione e alle numerose interviste rilasciate in quei giorni dagli esponenti politici, e concludendo la parodia con una battuta sulla "campagna elettorale".

La tappa di Barletta, programmata per il 17 agosto, era stata cancellata dopo che durante le verifiche erano stati individuati materiali contenenti amianto in alcune zone del sito e nelle aree vicine. I campionamenti effettuati dall’Arpa non avevano rilevato fibre aerodisperse, ma l’Asl aveva ritenuto l’area non idonea ad accogliere decine di migliaia di persone per il rischio che frammenti presenti sul terreno potessero essere calpestati e frantumati.

Dopo l’annullamento la Procura di Trani ha disposto il sequestro probatorio dell’intera area per consentire ulteriori accertamenti e la mappatura dei materiali; l’inchiesta è ancora in corso e le eventuali responsabilità restano da accertare. Il concerto annullato a Barletta è stato recuperato ieri sera a Bari, con i biglietti acquistati per la tappa di Barletta mantenuti validi.

La parodia di Jovanotti non è piaciuta a Flavio Basile, consigliere comunale di maggioranza a Barletta ed esponente di Fratelli d’Italia, che ha replicato sui social accusando l’artista di aver generalizzato sul ruolo della politica locale e di aver denigrato la città. "Puoi giocare, scherzare, cantare, ma non generalizzare tentando di denigrare la mia amata città e la politica locale", ha scritto Basile, dichiarandosi "deluso e amareggiato" e contestando in particolare il riferimento alla campagna elettorale, secondo lui non necessario per la visibilità degli amministratori locali.

Fonte: Raccontiamo Bari

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