Giovane canide ripreso tra Noicattaro e Torre a Mare, ma non c’è certezza che sia lo stesso lupo del caso del 15 agosto
Segnalazioni e video dell’Associazione per la Tutela dell’Ambiente; il Dna aveva già identificato un giovane lupo appenninico dalle tracce sul bambino aggredito
L’Associazione nazionale per la Tutela dell’Ambiente e della Vita Rurali ha segnalato la presenza ripetuta di un giovane canide nelle campagne tra Noicattaro e Torre a Mare, osservato sempre da solo e senza altri esemplari nelle vicinanze.
Secondo quanto riferito dall’associazione, il primo filmato risalirebbe alle 22:40 del 28 agosto ed è stato realizzato da un automobilista nella zona dell’Agri Coop. Un secondo avvistamento sarebbe avvenuto la sera del 3 settembre lungo la strada per Torre a Mare, vicino alla sede del Consorzio delle guardie campestri di Noicattaro: il canide, si legge nel resoconto, avrebbe attraversato la strada per poi rifugiarsi in un vigneto.
L’associazione ipotizza che l’animale possa essere un cucciolo di lupo nato nella primavera del 2026 e fornisce una stima delle dimensioni – circa 45 centimetri al garrese e 18 chilogrammi di peso – calcolata confrontando l’animale con un cancello presente nelle immagini. Tuttavia, la natura e l’età dell’animale mostrato nei filmati non risultano al momento confermate dalla task force o da analisi scientifiche.
Il nuovo avvistamento segue gli esiti delle analisi condotte sugli indumenti del bambino di sei anni aggredito il 15 agosto in un parco di Noicattaro: gli istituti zooprofilattici di Grosseto e di Foggia hanno accertato che l’azione aggressiva è stata compiuta da un giovane esemplare maschio di lupo appenninico, come comunicato dalla Regione Puglia.
Le immagini raccolte dalle fototrappole hanno inoltre confermato la presenza di più lupi nell’area. Non esistono però elementi che permettano di stabilire se il canide ripreso nei nuovi filmati sia lo stesso esemplare responsabile dell’aggressione del 15 agosto.
Per quanto riguarda l’aggressione del 4 agosto a altri due bambini, la fonte segnala che le tracce raccolte sugli indumenti della bambina rimasta gravemente ferita non hanno fornito risultati utili per l’identificazione dell’animale coinvolto.
L’associazione sottolinea che l’animale segnalato è stato visto sempre da solo e ipotizza che possa essere rimasto senza uno o entrambi i genitori; tale ricostruzione non trova attualmente conferma nelle informazioni diffuse dalle istituzioni o dagli esperti coinvolti nelle indagini.
Le operazioni di monitoraggio proseguono con l’obiettivo di distinguere gli esemplari presenti nella zona e individuare l’animale che ha manifestato comportamento aggressivo verso persone, mentre l’associazione sollecita aggiornamenti sulla attività della task force e sullo stato del monitoraggio.