Bari · 02 Settembre 2026

Tondo di Carbonara, ok della Giunta agli indirizzi per la riqualificazione: volumi dimezzati e più verde

Il Comune fissa criteri vincolanti per la nuova proposta progettuale e chiede servizi e spazi pubblici contestuali alle residenze

Tondo di Carbonara, ok della Giunta agli indirizzi per la riqualificazione: volumi dimezzati e più verde

La Giunta comunale di Bari ha approvato un atto di indirizzo che definisce i criteri per l’esame della nuova proposta progettuale sulle maglie urbanistiche del Tondo di Carbonara, nell’area adiacente allo stadio San Nicola. Il provvedimento richiede coerenza con il vigente Piano Regolatore Generale e con i principi di riduzione del consumo di suolo e contenimento delle volumetrie indicati nel nuovo Piano Urbanistico Generale (PUG).

Il documento stabilisce che la proposta del soggetto attuatore dovrà prevedere il dimezzamento delle volumetrie rispetto alla soluzione presentata nel 2023 e una riduzione del 50% della capacità edificatoria massima ammessa dal PRG per le due maglie interessate. L’area coinvolta si sviluppa su circa 200.000 metri quadrati.

La riduzione dei volumi dovrà tradursi in prestazioni urbane misurabili: la quota di verde pubblico, verde di uso pubblico e dotazioni ecologico-ambientali non potrà essere inferiore al 40% della superficie territoriale interessata. Il rapporto tra superfici verdi e permeabili e superficie coperta dagli edifici dovrà essere almeno pari a uno a uno. Sono escluse dal computo le sistemazioni verdi meramente decorative, le aiuole spartitraffico e le fasce di mitigazione prive di effettiva fruibilità.

Il provvedimento impone inoltre che le dotazioni pubbliche (localizzazione, superfici, modalità di realizzazione, tempi di attivazione e regime giuridico) siano individuate e realizzate contestualmente alle quote residenziali e direzionali, affinché la prima fase attuativa produca un «effetto città» con accessibilità pedonale e ciclabile entro tempi di percorrenza inferiori ai quindici minuti.

Sull’altezza degli edifici l’amministrazione precisa che eventuali sviluppi verticali dovranno essere motivati come soluzione funzionale a concentrare le trasformazioni e ridurre l’impronta al suolo, liberando spazio per verde, percorsi ciclopedonali e servizi collettivi, senza però tradursi in un aumento della capacità edificatoria complessiva.

Il sindaco Vito Leccese ha commentato che con la delibera «dimezziamo le volumetrie, restituiamo suolo permeabile e chiediamo che il progetto dimostri, numeri alla mano, quanto verde e quanti spazi pubblici in più sarà in grado di offrire. Inoltre, proviamo ad imparare dagli errori del passato...: le infrastrutture e i servizi devono insediarsi insieme alle residenze, nella stessa fase attuativa, con spazi pubblici, verde, asili, negozi di vicinato raggiungibili a piedi o in bici in un quarto d’ora. È la stessa logica adottata per Costasud, nonché quella che guiderà il nuovo Pug».

L’assessora Giovanna Iacovone ha sottolineato che l’area rappresenta «un’occasione per dimostrare che la trasformazione urbana può procedere insieme alla tutela e alla valorizzazione del paesaggio», ricordando l’importanza dell’accessibilità ferroviaria e viaria dell’ambito e l’integrazione con un sistema continuo di spazi verdi, con il nuovo parco urbano e il ripristino delle connessioni ecologiche.

L’atto rimette al settore Pianificazione attuativa della ripartizione Governo e Sviluppo strategico del territorio l’istruttoria della proposta, richiedendo tutti gli elaborati integrativi necessari a dimostrare la conformità al PRG vigente e una «coerenza sostanziale, e non meramente dichiarativa» con l’atto di indirizzo per il PUG. L’istruttoria dovrà verificare che la riduzione di volumi e consumo di suolo produca un effettivo miglioramento dell’assetto urbano, ambientale e paesaggistico dell’ambito.

L’iter urbanistico del comparto risale a piani di lottizzazione del 2008-2009 e a un piano particolareggiato adottato nel 2012. La proposta trasmessa per l’adozione nel novembre 2023 prevedeva circa un milione di metri cubi tra terziario-direzionale e residenza, con la quota residenziale fino al 50% del volume complessivo.

Nel luglio 2025 il consorzio proponente ha promosso ricorso al Tar Puglia contro l’inerzia del Comune; su invito del sindaco la trattazione è stata differita e il TAR ha rinviato la camera di consiglio al 30 settembre 2026, invitando le parti a valutare la possibilità di una trasformazione coerente con i principi del nuovo PUG.

L’eventuale approvazione finale della proposta avverrà con una successiva deliberazione di giunta e potrà consentire di definire in modo consensuale il contenzioso pendente davanti al giudice amministrativo.

Fonte: Raccontiamo Bari

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