Bari · 26 Agosto 2026

Incendi, la provincia di Bari la più colpita: 2.645 ettari bruciati tra giugno e agosto

Analisi Coldiretti su dati Copernicus: il Barese rappresenta il 33,6% della superficie regionale distrutta

Incendi, la provincia di Bari la più colpita: 2.645 ettari bruciati tra giugno e agosto

Un’analisi di Coldiretti Puglia sui dati Effis di Copernicus certifica che, dal 1° giugno al 22 agosto, la provincia di Bari ha subito la perdita di 2.645 ettari percorsi dalle fiamme, pari al 33,6% del totale regionale di 7.879 ettari. Il dato è stato spinto soprattutto da luglio, mese in cui nel Barese si sono registrati 1.855 ettari bruciati.

Nelle stesse giornate è attivo un vasto incendio nell’area dell’Alta Murgia: le fiamme interessano la fascia tra il bosco della zona Serraficaia e Garagnone. L’origine del rogo è stata individuata nella zona della Polveriera di Poggiorsini; l’incendio si è poi esteso verso Spinazzola e Gravina. Sul posto sono impiegati diversi Canadair, con rifornimenti d’acqua effettuati dalla diga del Locone.

In tutta la Puglia, nei quasi tre mesi considerati, sono stati rilevati 89 eventi gravi per un totale di 7.879 ettari di boschi, macchia mediterranea, pascoli e terreni agricoli distrutti. Luglio è il mese peggiore a livello regionale con 4.218 ettari in fumo (53,5% del totale) in 41 eventi; a giugno si erano registrati 954 ettari in 21 eventi, mentre ad agosto, al 22 del mese, risultano già 2.707 ettari bruciati in 27 eventi.

A livello provinciale, dopo Bari (2.645 ettari) si segnalano Foggia con 2.341 ettari e la Bat con 1.655 ettari. Le province di Bari, Foggia e Bat concentrano da sole 6.641 ettari, oltre l’84% della superficie regionale distrutta. Completano il quadro Taranto (672 ettari), Lecce (542 ettari) e Brindisi (24 ettari).

Coldiretti Puglia indica nelle alte temperature, nel vento, nell’assenza di pioggia e nella vegetazione secca fattori che favoriscono la propagazione dei roghi, ma sottolinea anche la responsabilità umana: “Un dato che restituisce la dimensione dell'emergenza in alcune delle aree agricole e rurali più importanti della regione”, evidenziando che una quota rilevante degli incendi ha origine dolosa e che sono necessari maggiori controlli e prevenzione. L’associazione segnala poi come pesino sull’emergenza l’incuria, la mancata manutenzione del sottobosco e l’abbandono delle zone rurali interne.

I danni vanno oltre la perdita della vegetazione: Coldiretti mette in guardia sulle conseguenze per habitat naturali, biodiversità, attività agricole e forestali, paesaggio e turismo rurale, oltre all’aumento del rischio di erosione, frane e alluvioni per i terreni privati della vegetazione. Per ricostituire un bosco distrutto dal fuoco, si stima che possano servire fino a 15 anni.

Per ridurre il rischio di nuovi incendi, Coldiretti e Federforeste ricordano regole di comportamento: accendere fuochi solo nelle zone autorizzate e sorvegliarli, spegnere braci e barbecue prima di allontanarsi, non gettare mozziconi incandescenti e avvisare le autorità in caso di avvistamento di focolai. Sul tema del presidio del territorio Coldiretti Puglia afferma: “La prevenzione passa soprattutto dalla cura quotidiana del territorio - sottolinea Coldiretti Puglia - con gli agricoltori che rappresentano un presidio fondamentale delle campagne, perché la presenza delle imprese nelle aree rurali garantisce manutenzione, sorveglianza e una capacità di segnalazione tempestiva che diventa decisiva durante i mesi a maggiore rischio”.

“Difendere boschi e campagne significa difendere il futuro della Puglia - conclude l'associazione di categoria - Di fronte a quasi 8mila ettari già percorsi dalle fiamme in meno di tre mesi, servono più prevenzione, manutenzione, controlli e un presidio capillare delle aree rurali, riconoscendo il ruolo strategico degli agricoltori come prime sentinelle del territorio contro incendi, dissesto idrogeologico e abbandono delle aree interne.”

Fonte: Raccontiamo Bari

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