Omicidio di Danilo Abiuso, la sorella contesta l'ipotesi di affiliazione: "Mio fratello non era un criminale"
Oriana Abiuso pubblica un lungo post dopo la richiesta di 30 anni per tre imputati; il procedimento è aggiornato al 26 gennaio 2027.
Oriana Abiuso è intervenuta con un lungo post sui social per difendere la memoria del fratello Danilo, ucciso il 14 novembre 2003 a Valenzano all'età di 22 anni. Nel messaggio la donna contesta le ricostruzioni che, a suo giudizio, andrebbero a infangare il giovane.
"Mio fratello non era un criminale, non era un camorrista, non era un killer", scrive la sorella, che respinge in particolare l'ipotesi di una sua affiliazione a organizzazioni criminali: "Chi parla di 'affiliazione' mente sapendo di mentire", riporta il post.
Nel messaggio Oriana Abiuso distingue tra le frequentazioni del fratello e il ruolo che gli viene attribuito nelle vicende criminali dell'epoca. Ricorda un episodio del 2000, in cui Danilo sarebbe stato alla guida di un'auto colpita da colpi d'arma da fuoco: secondo la sua ricostruzione gli occupanti sarebbero stati poi fermati e sottoposti ad accertamenti, con esito negativo agli esami dello stub, e rilasciati dopo ventiquattro ore. La sorella afferma di fondare le sue dichiarazioni sulle carte dell'inchiesta.
Oriana riconosce che Danilo aveva amicizie "poco raccomandabili", ma sostiene che altre persone avrebbero sfruttato la sua disponibilità usando la sua auto e il suo telefono per attività di spaccio nei mesi precedenti alla morte. Nel post viene inoltre ricordato l'effetto che su Danilo ebbe l'uccisione del quindicenne Gaetano Marchitelli, avvenuta nell'ottobre 2003, e il tentativo del giovane di prendere le distanze da quell'ambiente, fino al desiderio dichiarato di lasciare Bari e cambiare vita.
La sorella collega poi la morte di Danilo alla successiva tregua tra clan, e richiama l'esistenza di un vasto corpus di atti giudiziari: "La verità oggi è scritta nero su bianco in 22.000 pagine di atti giudiziari", si legge nel post.
Per l'omicidio sono imputati Luigi Guglielmi, Giovanni Partipilo e Francesco Luigi Frasca. Il 27 ottobre la Procura ha chiesto la condanna a trent'anni di reclusione per ciascuno degli imputati; si tratta di una richiesta che dovrà essere valutata dal giudice e non costituisce sentenza.
Come comunicato dall'avvocato Roberto Loizzo, legale della famiglia Abiuso, il procedimento è stato rinviato al 26 gennaio 2027 per la discussione della parte civile e della difesa di uno degli imputati.
La sorella conclude il post ribadendo l'impegno della famiglia a tutelare il ricordo di Danilo: "Il suo ricordo merita solo rispetto e la dignità di una verità finalmente scritta nero su bianco".