Bari · 27 Ottobre 2026

Appalti Asl Bari, la Procura segnala rischio di reiterazione e convoca tredici indagati

Memoria del pm Pinto al gip ricostruisce fatture 2026, cessioni societarie e atti firmati a settembre; proseguono gli interrogatori

Appalti Asl Bari, la Procura segnala rischio di reiterazione e convoca tredici indagati
Immagini realistiche prodotte fedelmente al contesto della notizia con Freia

La memoria depositata il 19 ottobre dal pm Claudio Pinto al gip Giuseppe Montemurro ripercorre fatti riferiti fino al 2024 e segnala elementi emersi anche nel 2026, tra cui fatture per oltre due milioni di euro, presunte cessioni fittizie di società e il rischio di reiterazione delle condotte contestate. L'atto è legato al nuovo filone della maxi inchiesta sugli appalti dell'Area Gestione Tecnica che nel novembre 2024 aveva portato a dieci misure cautelari.

Il documento della Procura richiama anche le annotazioni del Nucleo di polizia economico-finanziaria della Guardia di Finanza, l'ultima delle quali è del 16 ottobre. La memoria non menziona però la sospensione disposta dall'Asl per due funzionari, avvenuta il 16 ottobre: i due erano impegnati a fine settembre a sottoscrivere determine per lavori pubblici, tra cui una proroga datata 29 settembre 2026 per l'Ospedale di Comunità di Altamura e determine per interventi a Triggiano e Putignano firmate il giorno precedente.

Tra gli indagati convocati per gli interrogatori ci sono l'ingegnere Teodosio Franco e il funzionario Nicola Sicolo. Secondo l'accusa Franco avrebbe ricevuto dall'imprenditore Nicola Minafra una vetrata da 10.000 euro e, sempre secondo quanto riferito da Minafra, avrebbe poi «gonfiato» voci del computo metrico per consentire il recupero del costo. La Procura indica Franco ancora in organico all'Area tecnica e segnala che a settembre aveva firmato quattro determine per lavori a Triggiano, Putignano e Monopoli.

Sicolo è accusato di aver ottenuto da Minafra trasporti di materiale e operai per ristrutturare un immobile in provincia di Perugia, per un valore di 9.500 euro. Anche per Sicolo la memoria rileva firme di atti in qualità di responsabile unico del procedimento per gli Ospedali di Comunità di Altamura e Conversano e per la Casa di Comunità di Bitonto.

Al centro delle contestazioni risultano poi Francesco Losacco e Gianmichele L'Abbate, dipendenti di Sanitaservice all'epoca applicati all'Area tecnica, ritenuti dalla Procura soci occulti della Costruzioni Frangia, amministrata di fatto dall'imprenditore Giovanni Crisanti. Tra il 2021 e il 2024 la società avrebbe ottenuto sedici commesse dall'Asl per circa 836.000 euro, con una distribuzione di proventi stimata al 10 per cento verso i presunti soci occulti. La Procura segnala inoltre che la società avrebbe emesso fatture per oltre 2,1 milioni di euro nel 2026 e che dal dicembre 2024 risulta un nuovo socio unico, circostanza che gli inquirenti ritengono una possibile cessione fittizia.

La memoria ricorda poi rapporti tra l'Asl e altre imprese coinvolte nell'inchiesta. La Lm Impianti di Nicola Loporcaro compare in determine del 2026, tra cui un affidamento per la manutenzione degli impianti termici dal valore complessivo di 279.000 euro. Tra il 2025 e il 2026 risultano affidamenti anche per le società di Francesco Antonio Lategola, Giuseppe Mastropasqua, Massimo Clori e Angelo Antonio Mari.

Nuovi elementi emergono anche sulla posizione di Nicola Menolascina, accusato di ricettazione: secondo la Procura avrebbe trasportato 115.000 euro in contanti poi occultati tra Ruvo, Noci e Altamura. Nel 2025, sempre secondo l'accusa, avrebbe aperto una ditta individuale nello stesso immobile dove aveva sede la Costruzioni Bioedili di Crisanti, con lavori in parte riconducibili all'Asl; di recente avrebbe acquistato un immobile della Bioedili per 185.000 euro, cifra che il pm ritiene incompatibile con i redditi dichiarati.

La Procura aveva già ritenuto venute meno le esigenze cautelari per Anna Losacco e Teresa Castrovilli, rispettivamente sorella e madre di Francesco Losacco ed ex legali rappresentanti della Costruzioni Frangia; la loro attuale condizione (una dipendente pubblica e l'altra pensionata) è valutata incompatibile con lo svolgimento delle cariche. Dopo gli interrogatori la Procura ha rinunciato alla richiesta di arresti domiciliari per Gianmichele L'Abbate, che davanti al gip avrebbe dichiarato di non lavorare più all'ufficio tecnico dell'Asl ma nel settore farmaceutico.

Al termine degli interrogatori il gip scioglierà la riserva sulla misura cautelare. Il procedimento è nella fase delle indagini preliminari: tutti gli indagati restano da considerare innocenti fino a sentenza definitiva.

Fonte: Raccontiamo Bari

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