Bari · 27 Ottobre 2026

Omicidio Danilo Abiuso: pm chiede 30 anni per ciascuno dei tre imputati

Requisitoria nel processo con rito abbreviato, prossima udienza il 26 gennaio 2027

Omicidio Danilo Abiuso: pm chiede 30 anni per ciascuno dei tre imputati
Immagini realistiche prodotte fedelmente al contesto della notizia con Freia

Il pubblico ministero ha chiesto oggi, 27 ottobre 2026, la pena di trent'anni di reclusione per ciascuno dei tre imputati nel processo con rito abbreviato per l'omicidio di Danilo Abiuso, il 22enne ucciso a Valenzano il 14 novembre 2003. La requisitoria si è svolta davanti al giudice per le udienze preliminari di Bari.

Sono imputati Luigi Guglielmi, Giovanni Partipilo e Francesco Luigi Frasca, accusati di omicidio volontario aggravato dalla premeditazione, dal metodo mafioso e dalla minorata difesa della vittima. Secondo l'accusa, tutti e tre avrebbero partecipato all'esecuzione del delitto; a Guglielmi viene attribuito anche il ruolo di mandante.

L'avvocato Roberto Loizzo, che assiste i familiari della vittima, ha ricordato che la richiesta di pena tiene conto del rito abbreviato scelto dagli imputati. Il giudice ha rinviato il processo al 26 gennaio 2027, quando sono previste la discussione della parte civile e quella della difesa di uno degli imputati; la richiesta della Procura sarà valutata al termine del confronto processuale.

La scelta del rito abbreviato era stata formalizzata davanti al gup Giuseppe De Salvatore, che aveva fissato la requisitoria per la giornata odierna.

Abiuso fu raggiunto da colpi mentre si trovava nella propria autovettura a Valenzano, durante una telefonata. Il delitto rimase irrisolto per oltre ventidue anni fino alla svolta investigativa di febbraio 2026, quando nuove indagini dei carabinieri coordinate dal pm della Dda Domenico Minardi portarono all'individuazione dei tre presunti responsabili.

Per Guglielmi e Partipilo sono state disposte misure cautelari in carcere; per Frasca il gip non ha riconosciuto la sussistenza delle esigenze cautelari. Le indagini erano state riaperte su istanza dei genitori, del fratello e della sorella di Abiuso, assistiti dall'avvocato Loizzo. Determinanti per la ricostruzione accusatoria sono state, secondo gli inquirenti, le dichiarazioni di collaboratori di giustizia.

Gli investigatori ritengono che l'omicidio sia maturato nell'ambito della faida tra i clan Di Cosola e Strisciuglio, intrecciandosi con contrasti e vendette personali preesistenti.

Prima dell'udienza, i familiari hanno pubblicato un messaggio sui social per ricordare Danilo come «un ragazzo solare e benvoluto» e ribadire la propria richiesta di giustizia, affermando che «non era un criminale».

Fonte: Raccontiamo Bari

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