Bari · 27 Ottobre 2026

Arresto a Molfetta: accusato di aver trasportato le pistole usate per l’omicidio di Antony La Forgia

Un giovane in carcere, le armi non sono state ancora ritrovate

Arresto a Molfetta: accusato di aver trasportato le pistole usate per l’omicidio di Antony La Forgia
Immagini realistiche prodotte fedelmente al contesto della notizia con Freia

Un giovane di Molfetta è stato arrestato il 27 ottobre 2026 nell’ambito dell’inchiesta sull’omicidio di Antony La Forgia avvenuto nelle prime ore del 16 giugno 2026. L’ordinanza di custodia cautelare in carcere è stata emessa dal gip del Tribunale di Trani su richiesta della Procura ed eseguita dai carabinieri della Compagnia di Molfetta.

Le accuse contestate sono concorso in omicidio aggravato, detenzione e porto illegale in luogo pubblico di armi da sparo e violenza privata. Secondo la ricostruzione dell’accusa accolta dal gip, il giovane avrebbe fornito un contributo logistico e operativo nelle fasi preparatorie, esecutive e successive al delitto.

In particolare, sarebbe stato lui ad accompagnare un complice a prelevare l’automobile usata per l’agguato e a fornire indumenti scuri per il travisamento. Sempre secondo l’accusa, il giovane avrebbe trasportato a bordo di un motociclo le due pistole impiegate nell’omicidio, consegnandole sul luogo dell’agguato, e si sarebbe poi occupato del recupero e dell’occultamento delle armi, che al momento non sono state ritrovate.

L’indagato sarebbe inoltre coinvolto, sul piano logistico, nelle violenze e nelle minacce rivolte alla persona utilizzata come “esca” per attirare La Forgia sul posto.

Le indagini dei carabinieri del Nucleo operativo e radiomobile della Compagnia di Molfetta hanno utilizzato l’analisi delle telecamere cittadine, che avrebbero documentato i passaggi del motociclo in orari compatibili con le diverse fasi del delitto, oltre all’esame dei tabulati delle celle telefoniche e a intercettazioni telefoniche e ambientali.

Il gip, a supporto della misura cautelare in carcere, ha indicato il rischio di inquinamento delle prove legato alle armi ancora nascoste, la possibilità di tentativi di costruire un falso alibi e l’avvicinamento dei complici, oltre a un concreto rischio di reiterazione di reati della stessa natura considerata la disponibilità di armi da fuoco.

Nei mesi precedenti all’arresto erano già stati eseguiti decreti di fermo nei confronti di tre persone, due delle quali maggiorenni, ritenute presunti esecutori materiali e organizzatori dell’omicidio. Nella stessa indagine era stata inoltre disposta la custodia cautelare in carcere per un altro maggiorenne, accusato di detenzione e porto in luogo pubblico di un’arma comune da sparo; quel provvedimento era stato impugnato davanti al Tribunale del Riesame di Bari, che ha respinto il ricorso.

Il procedimento è ancora nella fase delle indagini preliminari. Al nuovo arresto seguiranno l’interrogatorio di garanzia e il confronto con la difesa: le responsabilità contestate dovranno essere accertate nel corso del processo.

Fonte: Raccontiamo Bari

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