Bari · 22 Ottobre 2026

Perquisizioni a Bari e in comuni dell’area metropolitana per presunta vendita di dipinti ottocenteschi falsi

Indagine coordinata dalla Procura di Torre Annunziata: dieci indagati e 24 opere sequestrate

Perquisizioni a Bari e in comuni dell’area metropolitana per presunta vendita di dipinti ottocenteschi falsi
Immagini realistiche prodotte fedelmente al contesto della notizia con Freia

Il 21 ottobre la Procura di Torre Annunziata ha disposto perquisizioni anche a Bari e in diversi comuni della Città metropolitana, tra cui Acquaviva delle Fonti, Altamura, Conversano e Rutigliano, nell’ambito di un’inchiesta su dipinti falsamente attribuiti a maestri dell’Ottocento napoletano venduti sul mercato dell’arte e online.

Secondo la ricostruzione riportata dalla fonte, sono dieci le persone indagate a vario titolo per reati che comprendono associazione per delinquere, contraffazione di opere d’arte, ricettazione di beni culturali ed esportazione illecita di beni culturali. Complessivamente sono stati sequestrati 24 dipinti.

Il decreto di perquisizione e sequestro ha interessato 41 persone e altrettanti esercizi commerciali e abitazioni in diverse regioni italiane. La partecipazione ai controlli non coincide necessariamente con l’essere indagati. Le indagini sono state condotte dal Nucleo Tutela patrimonio culturale dei carabinieri di Cosenza, con il coinvolgimento, tra gli altri, dei nuclei di Roma, Napoli, Bari, Perugia, Cagliari, L’Aquila e Palermo e dei comandi territoriali dell’Arma.

Gli accertamenti hanno posto al centro circa 69 dipinti e 25 capi d’imputazione. Le opere sarebbero state attribuite in modo fraudolento a autori dell’Ottocento napoletano, in particolare a Vincenzo Irolli, e commercializzate sia tramite canali tradizionali sia attraverso una piattaforma di vendita online. Gli investigatori hanno ricostruito 84 vendite online e individuato l’esportazione di nove opere verso Austria, Portogallo, Spagna, Francia, Gran Bretagna, Belgio e Irlanda.

Secondo quanto ricostruito finora, l’organizzazione avrebbe avut0 basi nelle province di Napoli e Salerno e avrebbe operato anche in Reggio Calabria e in altre regioni del Sud. Alla gestione delle vendite è stato attribuito il ruolo a un esperto del settore artistico, supportato dalla moglie per la pubblicazione degli annunci e da un amico per consulenze tecniche.

Le verifiche in Puglia avrebbero interessato, oltre ai comuni della Città metropolitana citati, anche Andria e Lecce, secondo quanto riferito dall’Ansa. Le indagini proseguono per ricostruire l’intera rete di commercializzazione e il quadro completo delle responsabilità.

Fonte: Raccontiamo Bari

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