Chiuse le indagini su un grossista del Baricentro: accuse per fatture inesistenti
Procura di Bari contesta false fatture e società ‘cartiere’ per il biennio 2019-2020
La Procura della Repubblica di Bari, con il pubblico ministero Claudio Pinto, ha firmato l’avviso di conclusione delle indagini nei confronti di cinque persone e tre società per presunte false fatturazioni legate a un’attività di commercio all’ingrosso di articoli di merceria e filati con sede nella Torre C del centro commerciale Il Baricentro, a Casamassima.
Le indagini, condotte dalla Guardia di finanza di Putignano, riguardano in particolare il titolare della ditta individuale Wang Ning, 43 anni, nato in Cina e residente a Casamassima. Nei suoi confronti la Procura contesta la dichiarazione fraudolenta mediante uso di fatture per operazioni inesistenti relative agli anni d’imposta 2019 e 2020; secondo l’accusa, nella contabilità sarebbero state inserite spese fittizie per abbattere l’imponibile e detrarre IVA non dovuta.
Nel biennio gli investigatori hanno ricostruito l’utilizzo di un’ottantina di fatture ritenute inesistenti, oltre a alcune note di credito. Per il 2019, con le dichiarazioni presentate nel 2020, la Procura contesta costi fittizi per 78.589 euro e oltre 17.200 euro di IVA detratta. Per il 2020 sono state individuate più di trenta fatture con costi fittizi per 61.544 euro e oltre 13.500 euro di IVA portata in detrazione nelle dichiarazioni dell’ottobre 2021. Complessivamente il biennio si tradurrebbe in circa 140mila euro di costi fittizi e un’IVA detratta superiore ai 30mila euro.
Agli indagati che hanno ricoperto il ruolo di fornitori la Procura contesta l’emissione di fatture per operazioni inesistenti, con la ricostruzione di una rete di società cosiddette ‘cartiere’ utilizzate per formalizzare le operazioni. Tra i rappresentanti indagati figurano Xu Jing, 34 anni, residente a Roma e legale rappresentante della Nim Ingross Srls con sede a Bari in via Bruno Buozzi; a lui vengono attribuite una quindicina di fatture tra dicembre 2019 e settembre 2020 per un imponibile complessivo di circa 31mila euro.
La Crystal Srls, con sede a Sant’Egidio alla Vibrata (Teramo) e rappresentata da Ye Ruichun, 55 anni, residente a Colonnella, è ritenuta autrice di circa venti fatture emesse tra marzo e settembre 2019 per oltre 49mila euro. La Max Trading Srlsu di Roma, il cui legale rappresentante è indicato come Li Shuqi, 54 anni, avrebbe emesso una quindicina di fatture tra giugno e settembre 2020 per quasi 23.800 euro. Infine a Yang Ruihua, 62 anni, residente a Milano ed ex titolare della ditta individuale Mars Fashion (attiva a Prato e cancellata nel maggio 2022), vengono addebitate poche fatture e note di credito del novembre 2019 per circa 4.800 euro.
Negli atti è citata anche la Ingross China Srls come fonte di alcune fatture nel biennio, ma non risulta alcun rappresentante di quella società tra gli indagati destinatari dell’avviso. Le tre società Nim Ingross, Max Trading e Crystal sono inoltre chiamate a rispondere dell’illecito amministrativo previsto dalla legge 231/2001 per reati commessi nell’interesse delle stesse, con riferimento all’anno d’imposta 2020 per Nim Ingross e Max Trading e al 2019 per Crystal.
Le cinque persone indagate sono assistite d’ufficio dall’avvocata Domenica De Sario, mentre le tre società sono difese dall’avvocato Mario De Marco, entrambi del Foro di Bari. Dalla notifica dell’avviso gli indagati hanno venti giorni per prendere visione degli atti, depositare memorie e documenti, chiedere supplementi di indagine o farsi sentire dal pubblico ministero; successivamente il pm deciderà se esercitare l’azione penale.
L’avviso di conclusione delle indagini non equivale a un rinvio a giudizio né a una condanna: tutti gli indagati sono da considerarsi innocenti fino a sentenza definitiva.